Sette autorità federali, cinquanta Stati e i tuoi Bitcoin nel mezzo.
Regolamentazione delle criptovalute negli USA 2026: leggi, autorità e Stati
Le criptovalute sono da tempo sotto la lente del governo federale e dei singoli Stati americani. A livello federale si sono mosse soprattutto l'amministrazione e le agenzie governative, tra cui:
- 1Regolamentazione della vendita
- 2Leggi sui titoli
- 3Leggi sui trasferimenti di denaro e norme antiriciclaggio
- 4Tassazione
- 5Incentivi e sperimentazioni
- 6Norme su proprietà e licenze
- 7Mining
- 8Limiti alla frontiera e dichiarazione
- 9Obblighi di segnalazione
- 10Pianificazione successoria e successione testamentaria
- Securities and Exchange Commission (SEC)
- Commodity Futures Trading Commission (CFTC)
- Federal Trade Commission
- Department of the Treasury
- Internal Revenue Service (IRS)
- Office of the Comptroller of the Currency (OCC)
- Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN)

Queste agenzie si sono date da fare, eppure le norme formali emanate sono poche. Molte autorità federali e molti decisori politici hanno esaltato questa tecnologia come parte importante dell'infrastruttura futura degli USA, riconoscendo che l'America deve guidarne lo sviluppo.
Diversi governi statali hanno proposto e/o approvato leggi che toccano le criptovalute e la tecnologia blockchain, con gran parte dell'attività concentrata nei parlamenti statali. In generale, a livello statale si sono visti due approcci regolatori.
Alcuni Stati hanno adottato norme molto favorevoli, esentando le criptovalute dalle leggi statali sui titoli e/o sui trasferimenti di denaro, per promuovere la tecnologia.
Questi Stati puntano ad attirare investimenti per rilanciare l'economia locale e migliorare i servizi pubblici. L'esempio citato più spesso è il Wyoming, considerato uno degli Stati più crypto-friendly degli USA.
Per raggiungere questo obiettivo, il Wyoming ha approvato una legge che consente di creare un nuovo tipo di banca, un istituto di deposito speciale. Queste banche specializzate in criptovalute possono agire come custodi e fiduciari e permettono alle aziende di detenere asset digitali in modo sicuro e legale.
Un altro Stato, il Colorado, ha approvato una legge bipartisan che esenta le criptovalute dalle norme statali sui titoli. L'Ohio è stato inoltre il primo Stato americano ad accettare il pagamento delle tasse anche in criptovalute.
L'Oklahoma ha presentato un disegno di legge che consente agli enti pubblici di usare, offrire, vendere, scambiare e accettare criptovalute come strumento di valore monetario.
All'estremo opposto, l'Iowa ha presentato un disegno di legge che vieta allo Stato e alle sue suddivisioni politiche di accettare pagamenti in criptovalute. Le autorità di almeno altri 10 Stati, come il Maryland e le Hawaii, hanno lanciato avvertimenti sugli investimenti in criptovalute.
New York, fino a poco tempo fa considerato uno Stato restrittivo, ha allentato i vincoli sulle BitLicense. L'obiettivo è riportare in città le aziende crypto che si erano ritirate dal mercato newyorkese.
Non esiste una definizione univoca di «criptovaluta». Si parla spesso anche di «valuta virtuale», «asset digitali», «token digitali», «cripto-asset» o semplicemente «cripto», termini che vogliono dire più o meno la stessa cosa.
Alcune giurisdizioni hanno cercato di formulare una definizione dettagliata per questa nuova classe di investimento, ma la maggior parte ha scelto una definizione più ampia e neutrale rispetto alla tecnologia. Così le regole restano valide anche quando la tecnologia evolve.
1Regolamentazione della vendita
Di norma la vendita di criptovalute è regolamentata solo se:
- (i) si tratta della vendita di un titolo ai sensi del diritto federale o statale, oppure
- (ii) secondo il diritto statale si tratta di un trasferimento di denaro o di una condotta che, secondo il diritto federale, rende la persona un fornitore di servizi finanziari (un Money Services Business, MSB) .

Inoltre, in base al Commodity Exchange Act (CEA), futures, opzioni, swap e altri contratti derivati legati al prezzo di criptovalute considerate merci (commodities) sono soggetti alla vigilanza della Commodity Futures Trading Commission (CFTC).
La CFTC è competente anche per la manipolazione del mercato delle criptovalute considerate merci. Oggi è molto più probabile che la CFTC eserciti questo potere, perché sia il Chicago Board Options Exchange (CBOE) sia il Chicago Mercantile Exchange (CME) offrono futures legati al prezzo del Bitcoin.
2Leggi sui titoli
La SEC, l'autorità di vigilanza sulla borsa americana, è competente per l'emissione o la rivendita di token o altri asset digitali che rientrano tra i titoli.

Secondo il diritto americano un titolo comprende «un contratto di investimento», che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha definito come un investimento in un'impresa comune con la ragionevole aspettativa di profitti derivanti dagli sforzi imprenditoriali o gestionali di altri. SEC v. W.J. Howey Co., 328 U.S. 293, 301 (1946).
Per stabilire se un token o un altro asset digitale sia davvero un contratto di investimento, sia la SEC sia i tribunali guardano alla sostanza della transazione, non alla forma.
Nel 1943 la Corte Suprema degli USA ha affermato che «la portata della legge [sui titoli] non si ferma all'ovvio e al quotidiano. Anche strumenti nuovi, insoliti o irregolari, qualunque cosa sembrino, rientrano nel suo ambito se si dimostra che sono offerti o negoziati in condizioni tali da farli ricadere, per le loro caratteristiche, tra i contratti di investimento o gli strumenti comunemente noti come titoli.» SEC v. C.M. Joiner Leasing Corp., 320 U.S. 344, 351 (1943).
È stato anche affermato che «lo scopo del Congresso nell'emanare le leggi sui titoli è regolamentare gli investimenti, in qualunque forma siano effettuati e comunque vengano chiamati.» Reves v. Ernst & Young, 494 U.S. 56, 61 (1990).
La SEC ha chiarito che un token emesso nell'ambito di un Initial Coin Offering (ICO) è considerato un titolo soggetto al Securities Act se sono soddisfatti gli elementi del test di Howey, anche quando ha un'utilità («utility»). Il 6 febbraio 2018 il presidente della SEC, in una dichiarazione scritta davanti alla Commissione bancaria del Senato americano, ha affermato:
Alcuni operatori di mercato hanno cercato di mettere in evidenza l'utilità o le caratteristiche simili a buoni dei loro ICO, per sostenere che i loro token o coin non sono titoli. Molte di queste affermazioni, secondo cui le leggi federali sui titoli non si applicherebbero a un determinato ICO, sembrano anteporre la forma alla sostanza. Il diffondersi di questi argomenti è una tendenza preoccupante, che può incidere sulla tutela degli investitori, chiaramente dovuta in base alla struttura della transazione. Chiamare un token «utility» token, o strutturarlo in modo che offra una certa utilità, non impedisce che quel token sia un titolo.
In un discorso più sfumato del giugno 2018, William Hinman, direttore della Division of Corporation Finance della SEC, ha dichiarato:
Gli ICO, che si tratti di token, coin o comunque si chiami il pacchetto di informazioni digitali, a mio avviso, a rigor di termini, non sono titoli più di quanto lo fossero gli aranceti nel caso Howey. Ciò che conta è come viene venduto e quali aspettative hanno gli acquirenti. Chi compra un appartamento per viverci probabilmente non acquista un titolo. In determinate circostanze, però, lo stesso bene può essere offerto e venduto in modo da creare negli investitori una ragionevole aspettativa di profitto basata sugli sforzi di altri. Se l'appartamento viene offerto, per esempio, insieme a un contratto di gestione o ad altri servizi, può benissimo trattarsi di un titolo.
Nello stesso discorso Hinman ha poi chiarito che un token digitale inizialmente venduto come titolo potrebbe in seguito non essere più venduto come titolo, se i fatti e le circostanze cambiano nel tempo al punto che il test di Howey non è più soddisfatto. Commenti del genere non sono la politica ufficiale della SEC, ma sono un buon indicatore.
Se un asset digitale è classificato come titolo, l'emittente deve registrarlo presso la SEC oppure offrirlo nell'ambito di un'esenzione dagli obblighi di registrazione. Per le offerte effettuate con una Federal Exemption (un'esenzione dalla registrazione dei titoli), la SEC prevede meno restrizioni sulla vendita di titoli a investitori qualificati (accredited investor).
Secondo la SEC Rule 501(a)(5), una persona fisica è un investitore qualificato solo se:
- (i) è membro del consiglio di amministrazione o dirigente della società che emette i titoli,
- (ii) dispone di un patrimonio netto individuale (o congiunto con il coniuge) superiore a 1 milione di dollari USA, senza contare il valore della residenza principale,
- (iii) ha un reddito individuale superiore a 200.000 $ in ciascuno degli ultimi due anni e prevede ragionevolmente di raggiungere lo stesso livello di reddito individuale nell'anno in corso,
- (iv) ha un reddito congiunto superiore a 300.000 $ in ciascuno degli ultimi due anni e prevede ragionevolmente di raggiungere lo stesso livello di reddito congiunto nell'anno in corso.
Tra le azioni più importanti della SEC ci sono le cause contro Telegram e Kik. Questi procedimenti dimostrano quanto la SEC sia pronta ad applicare con decisione le leggi federali sui titoli nei casi che riguardano asset digitali.
Nell'ottobre 2019 la SEC ha fatto causa a Telegram, sostenendo che la società avesse raccolto 1,7 miliardi di dollari vendendo 2,9 miliardi di GRAMS (la sua criptovaluta) per finanziare le proprie attività.
I GRAMS avrebbero dovuto permettere agli utenti del servizio di messaggistica di usare il token come mezzo di pagamento per beni e servizi all'interno dell'ecosistema Telegram. La SEC ha cercato di impedire a Telegram di consegnare i GRAMS venduti perché, applicando l'Howey Test, li considerava titoli non registrati correttamente.
Nel marzo 2020 il tribunale distrettuale federale per il distretto meridionale di New York ha emesso un'ingiunzione preliminare. La SEC ha sostenuto che il Simple Agreement for Future Tokens (SAFT), ispirato al diffuso Simple Agreement for Future Equity, e la successiva rivendita dei GRAMS consegnati in base al SAFT non potevano essere considerati due fasi separate, ma andavano visti nel loro insieme come un unico schema per emettere titoli destinati a generare profitti.
Di conseguenza Telegram ha rinunciato a emettere i token GRAMS, ha accettato di restituire 1,2 miliardi di dollari agli investitori e di pagare una sanzione civile di 18,5 milioni di dollari. La posizione della SEC potrebbe rendere più difficile per gli emittenti distinguere tra una raccolta di capitale e la vendita in buona fede di token che offrono un'utilità diversa dall'investimento.
Nell'ottobre 2020 un tribunale distrettuale federale ha emesso una sentenza definitiva contro Kik Interactive Inc. (Kik) per l'offerta non registrata dei token digitali Kin nel 2017, che secondo la SEC violava le leggi federali sui titoli. In particolare, la SEC sosteneva che Kik avesse venduto titoli a investitori americani senza una registrazione valida.
Il tribunale ha stabilito che la vendita dei token costituiva un contratto di investimento, e quindi un'offerta di titoli. Kik sosteneva che le vendite private fossero riservate a investitori accreditati, ma il tribunale ha deciso che nemmeno queste rientravano in un'esenzione, perché vendite private e pubbliche formavano un'unica offerta integrata. Con la sentenza definitiva Kik ha accettato di pagare una sanzione di 5 milioni di dollari.
L'esito dei casi Telegram e Kik ha reso estremamente difficile vendere token a cittadini americani. Molti emittenti hanno quindi scelto di escludere le US person dalle loro offerte e di puntare su altre aree (ad esempio con il safe harbor della Regulation S). Nel frattempo, però, il clima è cambiato: con il GENIUS Act del 18 luglio 2025 gli USA hanno creato per la prima volta un quadro federale per le payment stablecoin, e la SEC, sotto una nuova guida, ha abbandonato la linea dura. Approfondisci nel nostro articolo sul GENIUS Act e la regolamentazione delle stablecoin.
Oltre alle leggi federali sui titoli, la maggior parte degli Stati ha proprie norme, le cosiddette Blue Sky Laws, che non sempre vengono superate dal diritto federale. Chi vende asset digitali che potrebbero essere considerati titoli dovrebbe farsi spiegare con precisione da un avvocato se e come si applicano le Blue Sky Laws. È importante sapere che alcune esenzioni dalla registrazione previste dal diritto federale non prevalgono sulle Blue Sky Laws dei singoli Stati.
Va ricordato anche che nel 2021 le autorità di vigilanza statali hanno intensificato i controlli sugli asset digitali, concentrandosi soprattutto su exchange e altri fornitori di conti cripto fruttiferi. Il New Jersey e altri Stati hanno emesso ordini di cessazione contro BlockFi, noto exchange di criptovalute, proprio perché offriva conti di questo tipo.
Ci sono altre due conseguenze per i token classificati come titoli:
- (i) Chi facilita la vendita di titoli, agisce come market maker o comunque come intermediario deve essere un broker-dealer registrato presso la SEC e membro della FINRA.
- (ii) L'asset può essere negoziato solo su una borsa valori autorizzata o su un sistema di negoziazione alternativo (ATS) approvato dalla SEC.
Diverse piattaforme hanno ottenuto l'autorizzazione come ATS e diverse società si sono già registrate come broker-dealer, con l'obiettivo di negoziare criptovalute come titoli.
Finora, però, solo pochi security token vengono scambiati attivamente su queste piattaforme ATS. Probabilmente dipende dalla difficoltà di conciliare le norme tradizionali sul trasferimento dei titoli con l'idea di una rete peer-to-peer che funziona senza intermediari.
3Leggi sul trasferimento di denaro e norme antiriciclaggio
In base al Bank Secrecy Act (BSA), FinCEN regola i Money Services Business (MSB). Il 18 marzo 2013 FinCEN ha pubblicato una guida secondo cui sono considerati MSB:
- (i) un exchange di valute virtuali e
- (ii) un amministratore di un archivio centralizzato di valute virtuali autorizzato sia a emettere sia a riscattare valute virtuali.

La guida recita: «Un amministratore o un exchanger che (1) accetta e trasferisce una valuta virtuale convertibile o (2) acquista o vende una valuta virtuale convertibile per qualsiasi motivo è un trasmettitore di denaro («Money Transmitter») ai sensi dei regolamenti FinCEN, salvo che alla persona si applichi una limitazione o un'esenzione dalla definizione.» Vedi FIN-2013-G001, Application of FinCEN's Regulations to Persons Administering, Exchanging or Using Virtual Currencies (18 marzo 2013).
Un MSB che si qualifica come Money Transmitter deve valutare a fondo il proprio rischio di riciclaggio e, su questa base, attuare un programma antiriciclaggio (AML). I regolamenti FinCEN richiedono di sviluppare, attuare e mantenere un programma scritto che prevenga in modo adeguato il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Il programma AML deve:
- (i) contenere politiche, procedure e controlli interni scritti, pensati per garantire il rispetto costante delle norme,
- (ii) nominare un compliance officer responsabile del rispetto quotidiano del programma e dei requisiti del BSA,
- (iii) prevedere formazione per il personale interessato, in particolare sull'individuazione delle transazioni sospette e
- (iv) prevedere una verifica indipendente per monitorare e mantenere il programma.
A tutte le US person è vietato fare affari con cittadini stranieri inseriti nella Specially Designated Nationals and Blocked Entities List (SDN List) dell'Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro USA. L'OFAC mette a disposizione una versione aggiornata e consultabile della lista a questo link.
L'OFAC impone a tutti i cittadini americani coinvolti in queste transazioni di bloccare (cioè congelare) i beni di:
- (i) Paesi soggetti a sanzioni economiche USA,
- (ii) determinate società ed enti che agiscono come agenti di tali Paesi e
- (iii) determinate persone fisiche che agiscono come agenti di tali Paesi.
È fondamentale avere un programma di compliance per evitare (o ridurre) le sanzioni civili e penali dell'OFAC in caso di violazione. Vedi 31 C.F.R. Part 501 (OFAC Reporting Regulations); OFAC Economic Sanctions Enforcement Guidelines (November 9, 2009).
Il 13 febbraio 2018 un funzionario del Tesoro, rispondendo al senatore Ron Wyden, ha inviato una lettera in cui ipotizzava che gli emittenti di ICO fossero di fatto MSB tenuti a registrarsi presso FinCEN.
Anche se il ragionamento della lettera conteneva diversi errori, ha preoccupato non poco gli emittenti di token. E a creare ancora più confusione, il direttore di FinCEN Kenneth Blanco, durante una conferenza del 19 novembre 2019, rispondendo a una domanda sul progetto di Facebook di lanciare una criptovaluta ancorata al dollaro, ha dichiarato che emittenti e operatori di stablecoin sono Money Transmitter e devono rispettare le norme AML del BSA.
Le leggi statali sul trasferimento di denaro variano molto, ma in genere rientrano in poche categorie. La maggior parte degli Stati definisce il trasferimento di denaro in modo da includere alcune o tutte e tre queste attività:
- (1) trasferimento di denaro (money transmission)
- (2) emissione e/o vendita di strumenti di pagamento e
- (3) emissione e/o vendita di valori conservati (stored value)
Pochi Stati regolano queste attività solo quando è coinvolto denaro, definito come «un mezzo di scambio autorizzato o adottato da un governo nazionale o estero». In generale, le leggi statali sul trasferimento di denaro si applicano a tutte le imprese con sede nello Stato oppure con sede fuori dallo Stato (anche all'estero) che fanno affari con i suoi residenti.
Una soluzione innovativa al problema delle diverse licenze statali è costituire una Limited Purpose Trust Company a New York. A prima vista può sembrare controintuitivo, perché New York impone alle aziende crypto i requisiti di licenza più onerosi. Questo tipo di società fiduciaria, però, esonera l'azienda dalle leggi e dai requisiti sul money transmission di molti Stati e, allo stesso tempo, permette di offrire un'ampia gamma di servizi di custodia e fiduciari con cripto-asset. Nevada e Wyoming hanno seguito l'esempio di New York e oggi consentono di costituire le cosiddette Special Purpose Depository Institutions.
Un altro punto di attrito per le leggi AML è l'ascesa della finanza decentralizzata (DeFi). La DeFi indica la decentralizzazione permissionless di vari strumenti finanziari tradizionali, con particolare attenzione allo scambio di asset, ai prestiti e alla creazione di asset sintetici.
Uniswap, per esempio, è un exchange decentralizzato composto da due smart contract ospitati sulla blockchain di Ethereum e da un client front-end pubblico e open source. Chiunque abbia una connessione internet può così scambiare molti token Ethereum con gli altri utenti dell'applicazione. Proprio per la sua natura open source, Uniswap non prevede alcuna procedura di verifica dell'identità dei clienti.
Non è un segreto che Uniswap goda di una certa popolarità nella community crypto proprio perché aggira le leggi AML. Nell'agosto 2021 il protocollo Uniswap ha gestito transazioni per oltre 40 miliardi di dollari. Nel settembre 2021 è stato riportato che la SEC aveva avviato un'indagine su Uniswap Labs e sul protocollo Uniswap.
4Tassazione
Nel marzo 2014 l'IRS ha stabilito che le valute virtuali come Bitcoin e le altre criptovalute vengono tassate come proprietà e non come valuta. Vedi IRS Notice 2014-21, Guidance on Virtual Currency (25 marzo 2014).

Di conseguenza, ogni persona fisica o azienda che possiede criptovalute deve, tra le altre cose:
- (i) tenere registri dettagliati di acquisti e vendite di criptovalute,
- (ii) pagare le tasse sugli eventuali guadagni realizzati vendendo criptovalute in cambio di denaro,
- (iii) pagare le tasse sugli eventuali guadagni realizzati acquistando un bene o un servizio con criptovalute e
- (iv) pagare le tasse sul valore di mercato delle criptovalute ottenute con il mining al momento della ricezione.
Qui trovi tutto sul sistema fiscale USA, sulle aliquote e sui tipi di imposta.
Per una persona fisica che presenta la dichiarazione dei redditi federale, i guadagni o le perdite dalla vendita di valute virtuali detenute come capital asset (cioè a scopo di investimento) vanno dichiarati su:
- (i) lo Schedule D del modulo IRS 1040 e
- (ii) il modulo IRS 8949 (Sales and Other Dispositions of Capital Assets).
Tutti i guadagni realizzati su valute virtuali detenute da una persona fisica come capital asset per più di un anno sono soggetti all'imposta sui capital gain.
Tutti i guadagni realizzati su valute virtuali detenute da un privato come capital asset per un anno o meno sono soggetti all'aliquota ordinaria dell'imposta sul reddito.
L'IRS richiede che sul modulo 8949 siano indicate, per ogni transazione in valuta virtuale, le seguenti informazioni:
- (i) una descrizione dell'importo e del tipo di valuta virtuale venduta,
- (ii) la data di acquisto,
- (iii) la data di vendita della valuta virtuale,
- (iv) i proventi della vendita,
- (v) il costo (o un'altra base) e
- (vi) l'importo del guadagno o della perdita.
Tieni presente che gli obblighi di registrazione del modulo IRS 8949 possono diventare particolarmente gravosi per chi, nel corso dell'anno, ha usato criptovalute per numerosi piccoli acquisti di beni o servizi.
Per le transazioni concluse a partire dal 1 gennaio 2018, l'Internal Revenue Code vieta ora l'applicazione della Section 1031(a) alle transazioni in criptovalute e impone al contribuente di rilevare guadagni o perdite imponibili nel momento in cui una criptovaluta viene convertita in un'altra.
La Section 13303 della P.L. 115-97 (la legge fiscale firmata il 22 dicembre 2017) modifica la Section 1031(a) come segue: «Nello scambio di beni detenuti per uso produttivo in un'attività commerciale o a scopo di investimento non viene rilevato alcun guadagno o perdita, se tali beni sono scambiati esclusivamente con beni dello stesso tipo detenuti per uso produttivo in un'attività commerciale o a scopo di investimento.»
Per le transazioni concluse entro il 31 dicembre 2017, l'IRS non ha fornito indicazioni su se criptovalute diverse siano da considerare beni «like kind» e possano quindi rientrare nella Section 1031(a).
In generale, lo scambio tra criptovalute diverse avviene (i) con uno scambio simultaneo di una criptovaluta con un'altra oppure (ii) con uno scambio differito, in cui si vende una criptovaluta in cambio di denaro e poi si acquista un'altra criptovaluta con quel denaro.
Per le transazioni concluse entro il 31 dicembre 2017, la Section 1031(a)(1) dell'Internal Revenue Code stabilisce: «Nello scambio di beni detenuti per uso produttivo in un'attività commerciale o d'impresa o come investimento non viene rilevato alcun guadagno o perdita, se tali beni sono scambiati esclusivamente con beni dello stesso tipo destinati a essere detenuti per uso produttivo in un'attività commerciale o d'impresa o come investimento.»
Il 26 C.F.R. 1.1031(a)-2(b) definisce «like kind» così: «Ai fini della Section 1031(a), il termine like kind si riferisce alla natura o al carattere del bene e non al suo grado o alla sua qualità. Un bene di un tipo o di una classe non può, ai sensi di questa sezione, essere scambiato con beni di un tipo o di una classe diversi.»
Attenzione: per cercare di applicare il trattamento fiscale della Section 1031(a) alle transazioni effettuate entro il 31 dicembre 2017, (i) ogni transazione deve soddisfare determinati requisiti fissati dai regolamenti IRS (per esempio, in certi casi, il ricorso a un intermediario qualificato) e (ii) il contribuente deve presentare all'IRS il modulo 8824.
C'è il rischio che l'IRS usi le sue precedenti decisioni sui lingotti d'oro come base per sostenere che criptovalute diverse, per le transazioni concluse entro il 31 dicembre 2017, non costituiscano beni like kind ai sensi della Section 1031(a). Nella Rev. Rul. 82-166 (4 ottobre 1982) l'IRS ha stabilito che lo scambio di lingotti d'oro con lingotti d'argento non rientra nella Section 1031(a).
L'IRS ha spiegato: «Sebbene i metalli abbiano alcune caratteristiche e utilizzi simili, argento e oro sono per natura metalli diversi e vengono impiegati principalmente in modi diversi. L'argento è essenzialmente una merce industriale. L'oro è usato soprattutto come investimento in sé. Investire in uno dei due metalli è fondamentalmente diverso dall'investire nell'altro. Pertanto lingotti d'argento e lingotti d'oro non sono beni like kind.»
Nella Rev. Rul. 79-143 (5 gennaio 1979) l'IRS ha inoltre stabilito che anche lo scambio di monete d'oro numismatiche statunitensi da 20 $ con monete d'oro sudafricane Krugerrand non rientra nella Section 1031(a). L'IRS ha spiegato: «Le monete da investimento, a differenza di quelle numismatiche, rappresentano un investimento nell'oro sui mercati mondiali e non nelle monete in sé. Pertanto le monete da investimento e le monete numismatiche non sono beni like kind.»
Per gli asset digitali ottenuti tramite hard fork o airdrop, l'IRS ha emanato la Rev. Rul. 2019-24, che conferma che i nuovi asset derivanti da questi eventi possono generare reddito per il contribuente. L'IRS ha però concluso anche che un contribuente non ha reddito lordo a seguito di un hard fork se non riceve la nuova criptovaluta.
Nell'aprile 2021 l'IRS ha pubblicato il Chief Counsel Advice Memo 202114020 (Hard Fork CCA), dedicato specificamente alle conseguenze fiscali dell'hard fork del 2017 da cui è nato Bitcoin Cash. L'IRS ha concluso che il contribuente che ha ricevuto Bitcoin Cash a seguito dell'hard fork ha conseguito reddito lordo. Ha inoltre stabilito che il momento in cui il contribuente ottiene «dominio e controllo» su Bitcoin Cash determina, ai fini fiscali, la data di ricezione e il valore di mercato.
Form 1040 o 1040-NR, con assistenza in inglese.
5Incentivi e programmi di sperimentazione
L'Arizona è stato il primo Stato americano a introdurre una «regulatory sandbox» per favorire lo sviluppo di nuovi settori emergenti come fintech, blockchain e criptovalute. La legge offre agevolazioni normative agli innovatori di questi settori che intendono lanciare nuovi prodotti nello Stato.
Con il programma, le aziende possono testare i loro prodotti fino a due anni e servire fino a 10.000 clienti prima di dover chiedere un'autorizzazione formale. Altri Stati hanno seguito l'esempio con programmi simili, tra cui Wyoming, Utah, Kentucky, Vermont, Nevada e Hawaii.
6Norme su proprietà e licenze
I gestori di fondi che investono in future su criptovalute, a differenza delle operazioni spot, devono registrarsi presso la CFTC e la National Futures Association (NFA) come Commodity Trading Advisor (CTA) e Commodity Pool Operator (CPO), oppure ottenere un'esenzione.

A seguito delle integrazioni del Dodd-Frank Act, anche i gestori di fondi che usano leva o margini devono registrarsi presso CFTC e NFA. Il Dodd-Frank Act ha integrato il Commodities Act per determinate transazioni con leva, a margine o finanziate destinate a investitori retail.
Nel 2016 la CFTC si è basata proprio su questo in un procedimento contro BFXNA Inc. d/b/a Bitfinex. I gestori di fondi dovrebbero quindi fare attenzione all'uso di margini e leva, perché potrebbero dover registrarsi come CTA e CPO presso la CFTC e la NFA.
L'Investment Company Act del 1940 (Company Act), l'Investment Advisers Act del 1940 (Advisers Act) e le leggi dei singoli stati sui consulenti finanziari regolano i fondi d'investimento che investono in titoli.
In base al Company Act, le società d'investimento devono di norma registrarsi presso la SEC come fondi d'investimento, a meno che non rientrino in un'esenzione.
I fondi in criptovalute e gli hedge fund possono essere strutturati sfruttando una delle due esenzioni dalla registrazione previste dal Company Act. La sezione 3(c)(1) consente a un fondo di avere fino a 100 investitori. In alternativa, secondo la sezione 3(c)(7) un fondo può avere un numero illimitato di investitori (in pratica conviene però restare entro 2.000, per evitare che venga qualificato come società di persone quotata ai sensi del Securities Exchange Act), ma ogni investitore deve avere un patrimonio netto molto più alto (circa 5 milioni di USD per le persone fisiche e 25 milioni di USD per le persone giuridiche). Di solito la maggior parte dei fondi startup è strutturata come fondo 3(c)(1), perché i requisiti per gli investitori sono meno stringenti.
Finché la SEC non fornirà ulteriori indicazioni su quali criptovalute siano titoli e quali commodity, è molto probabile che molte criptovalute vengano considerate titoli. Per questo consigliamo ai fondi in criptovalute che investono in qualcosa di diverso da Bitcoin, Ether, Litecoin e pochi altri chiari commodity coin di rispettare comunque il Company Act per prudenza. Per la maggior parte dei fondi startup questo significa limitare gli investitori di ciascun fondo a meno di 100 titolari effettivi.
Che un nuovo gestore di fondi in criptovalute debba registrarsi come CTA/CPO presso la CFTC in base al Commodities Act, presso la SEC come consulente finanziario (in base all'Advisers Act) o come società d'investimento (in base al Company Act), oppure possa chiedere un'esenzione, ogni gestore resta soggetto alle norme antifrode della CFTC e/o della SEC. Nel settembre 2017 la CFTC ha annunciato la sua prima azione legata a Bitcoin. SEC e CFTC possono intervenire così indipendentemente dallo status di esenzione del fondo.
Nel luglio 2020 l'OCC ha confermato in una lettera interpretativa che le banche nazionali e le casse di risparmio federali possono offrire servizi di custodia per criptovalute. La lettera precisa che le banche possono offrire anche servizi collegati, come cambio tra criptovalute e valute fiat, regolamento delle transazioni, esecuzione degli ordini, valutazione, servizi fiscali e reportistica.
Questi sforzi si aggiungono a un mosaico di norme e linee guida statali che finora ha spinto solo poche banche nazionali e società di servizi finanziari a includere le criptovalute nella loro offerta (vedi sopra: Leggi sui trasferimenti di denaro e norme antiriciclaggio). Pur riconoscendo che le chiavi delle valute sono insostituibili se vanno perse, l'OCC ha osservato che le banche potrebbero essere parte della soluzione, offrendo servizi di custodia più sicuri rispetto alle opzioni esistenti.
Nota sull'aggiornamento: questa guida ripercorre l'evoluzione della regolamentazione crypto negli USA dagli inizi; alcuni procedimenti e posizioni delle autorità degli anni dal 2019 al 2021 sono ormai superati. Tutti i temi fiscali USA li trovi nella sezione Tasse.
7Mining
La regola generale per il mining di Bitcoin resta piuttosto semplice: se dove vivi puoi possedere e usare criptovalute, dovresti poterle anche minare. Se invece lì il possesso di criptovalute è illegale, molto probabilmente lo è anche il mining.

Negli USA ci sono poche giurisdizioni, se pure ce ne sono, in cui possedere criptovalute sia illegale. Plattsburgh, New York, è però probabilmente l'unica città americana ad aver imposto un divieto (temporaneo) sul mining di criptovalute. Inoltre, lo U.S. Marine Corps ha vietato le app di crypto mining su tutti i dispositivi mobili forniti dal governo.
8Limiti alla frontiera e dichiarazione
Un gruppo di legislatori americani ha proposto di obbligare chi entra negli USA a dichiarare le proprie criptovalute, ma finora nessun obbligo del genere è entrato in vigore.
9Obblighi di dichiarazione
Per molto tempo negli USA non sono esistiti obblighi di dichiarazione generali specifici per le criptovalute. Oggi è diverso: la dichiarazione dei redditi USA (Form 1040) chiede esplicitamente delle transazioni in asset digitali e dall'anno fiscale 2026 i broker USA comunicano le vendite di digital asset direttamente all'IRS con il nuovo modulo 1099-DA.
10Pianificazione successoria e successione testamentaria
Criptovalute come Bitcoin entrano sempre più spesso nelle successioni. Le leggi specifiche sono poche o nessuna, ma per la natura stessa delle criptovalute i testamenti classici e i trust revocabili potrebbero non bastare a trasferire in modo efficiente questo nuovo tipo di patrimonio. Possono quindi servire nuove domande e nuove clausole nella pianificazione successoria.

Le criptovalute non sono ancora così mature da essere coperte da un quadro giuridico completo, ma la loro natura tecnologica permette una pianificazione successoria che tutela le intenzioni del titolare. La mancanza di regole di legge richiede però di muoversi in anticipo. Se vuoi lasciare le tue criptovalute agli eredi con maggiore sicurezza, nei documenti successori devi dare istruzioni scritte specifiche e dettagliate. Quali informazioni inserire dipende dal tipo di portafoglio virtuale ("wallet") che possiedi.
Oggi esistono molti tipi di wallet. Tra i più diffusi:
- (i) un wallet software per un solo dispositivo, in cui custodisci tu le chiavi private (esempio: BitPay Wallet),
- (ii) un web wallet per più dispositivi, in cui custodisci tu le chiavi private (esempio: Blockchain Wallet),
- (iii) un web wallet per più dispositivi, in cui non custodisci tu le chiavi private (esempio: Coinbase Wallet),
- (iv) un wallet USB, in cui custodisci tu le chiavi private (esempio: Trezor Wallet) e
- (v) un paper wallet, su cui sono scritte le chiavi private e pubbliche (che in seguito si possono caricare in un wallet software a tua scelta per spendere i fondi).
Le istruzioni che dai nel testamento (per il tuo rappresentante personale) o nell'atto di trust (per il trustee successore di un trust revocabile in vita) devono essere scritte in modo che anche chi non conosce le criptovalute le capisca facilmente.
Per un wallet software su un solo dispositivo, in cui custodisci tu le chiavi private, le istruzioni potrebbero per esempio comprendere:
- (i) il nome e la versione del software del wallet,
- (ii) il nome e la versione del sistema operativo del dispositivo (cioè iOS, Android, macOS, Windows o Linux),
- (iii) i tipi di valute virtuali contenute nel wallet,
- (iv) le chiavi private e pubbliche complete del wallet oppure la frase di recupero "seed" BIP39 o BIP44 di 12 parole e
- (v) una guida passo passo (anche con screenshot) che mostri come ripristinare il wallet su un nuovo dispositivo se quello attuale non è più accessibile.
Poiché i trasferimenti da un wallet Bitcoin e dalla maggior parte degli altri wallet sono irreversibili, le chiavi private dei tuoi conti in criptovalute vanno custodite in modo sicuro.
Per una sicurezza maggiore puoi conservare le chiavi private in una cassetta di sicurezza o in una cassaforte a cui, dopo la tua morte, possa accedere solo il rappresentante personale indicato nel testamento (o il trustee successore indicato nel tuo trust revocabile).
La tua domanda sul fisco USA, con la risposta di chi conosce entrambe le sponde.
- A livello federale si occupano di criptovalute soprattutto SEC, CFTC, FinCEN, OCC e IRS. Gli stati seguono strade molto diverse, dal Wyoming fino a quelli che mettono in guardia dagli investimenti.
- Se un token sia un titolo lo stabilisce il Howey Test. I derivati su criptovalute considerate commodity sono regolati dalla CFTC.
- Dal 2014 l'IRS tassa le criptovalute come beni patrimoniali. I guadagni si dichiarano sul modulo 8949 e dal 2018 anche lo scambio tra criptovalute è tassabile.
- Dall'anno fiscale 2026 i broker USA comunicano all'IRS le vendite di digital asset con il modulo 1099-DA.
- Per la successione le criptovalute richiedono disposizioni apposite nel testamento o nel trust.
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